Ci sorprenderà l’aurora
coperti di rugiada,
l’uragano della memoria
mescolerà immagini
a dischi d’epoca.
Le pietre vive
parleranno di un ricordo
presente
e la tua purezza
inciderà nella mia anima
un tatuaggio di luce.
Luce lontana
che giungerà attraverso l’immenso atrio
di una cattedrale.
E in te, mio piccolo regno fortunato,
gli alberi saranno testimoni
di verde,
la sera vastità di vetri colorati
e la vita
uno spleen che finisce bene.
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2tonidiblu57 alle ore 19:00 |
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Quando i poeti
gli déi più sofferenti della terra
si troveranno ad aver detto tutto di essa
allora il dio irato
distruggerà il mondo.
Ma il canto dei poeti
aleggerà tra le stelle.
Non più sulla terra canteranno i ruscelli,
non il vento tra i pioppi,
ma canterà il vecchio alla morte
nella notte.
Udire il canto dell'uomo
sarà l'eterna condanna del dio.
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2tonidiblu57 alle ore 18:58 |
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A.A.A. Cercasi padrone:
sul pavimento
della mia anima
sfitta
ballano i topi.
E’ un sabbah forsennato,
un baccanale di roditori
che squittendo
mi imbrattano il pavimento
tirato a lucido.
Prezzo modico.
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2tonidiblu57 alle ore 14:20 |
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Abbiamo girato tutte le terre,
abbiamo cercato in paesi vicini e lontani,
abbiamo consumato la mente ed il cuore
per ritrovare qualcosa,
per ritrovare qualcuno:
fu invano.
Fu invano.
Abbiamo girato i giorni della fame,
rimanemmo seduti le notti del silenzio,
ma ora non giriamo più,
né stiamo seduti,
perché il tempo ha consumato tutte le sue vie,
il sole ha bruciato la fonte della luce,
la terra abbandonò le radici dell’essere,
i mari devastavano morti deserti.
E noi,
noi stiamo vivendo ore di tenebre
nella morte della luce,
noi siamo immersi nel mare del nulla:
noi,
noi non aspettiamo più.
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2tonidiblu57 alle ore 20:25 |
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L’urlo grigio dei cani,
compagno della mia solitudine,
trapassa i cristalli della notte.
Ho respirato lunghe stagioni
di silenzi.
Lontano nel tempo,
infuocato giorno d’estate,
andavamo Ilia ed io,
sospesi tra lame di mare e di sole.
E nel rauco grido del falco ferito
che gettava via con ira la sua anima
dall’alto picco
fummo morte, canto e luce.
Era il delirio dei vent’anni.
Ora, croce del tempo passato, solo
memorie mi avanzano e gabbiani
che devono in larghe folate spazi incolori.
Posso comunque cantare con penna
di sangue e di fango. Altri
hanno penna leggera e scorrevole
che non fa storie per scrivere.
E sono invidiosa dei facili canti
che non conoscono il pianto,
perché troppo spesso nella biblioteca della vita
ho sfogliato i volumi del dolore.
Sotto i ponti del Tempo scorrono i giorni,
l’uragano soffia tra i pini,
la Morte svanisce con l’uomo.
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2tonidiblu57 alle ore 17:09 |
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