Il mestiere di noi 'scribacchini' non è sempre facile, a volte, il più delle volte, buttiamo giù le cose che sentiamo, ma non sempre, quasi mai, ne siamo soddisfatti.
Poi ti arriva una analisi di una propria poesia, da parte di una persona amante della poesia, che nel tuo testo è riuscita ad andare oltre le parole scritte ed allora ti riconcilii con le tue stesse parole. Le parole all'improvviso smettono di litigare fra di loro e finalmente le vedi e sai che quello che hai scritto era proprio così che andava scritto.
Grazie a Rossana Carturan
Analisi
Potrebbe essere una canzone, una nenia di altri tempi. Inclinata e seducente.
Una lirica dall'accento deliziosamente capriccioso; righe che danzano sull' ansia altalenante della vita. Un'introspezione a fare i conti con le innumerevoli sfumature, un girotondo dove la vertigine dell'affanno non trova il suo ordine lasciando aperta forse la speranza, forse l' incertezza.
Bella e dolente, la poesia, in un ricamo perfetto, si inserisce nel tessuto dell'inquieto vivere affinando con plasticità paure e dubbi.
L'autrice, nel verso stretto, abbraccia il vortice smanioso dell' impazienza, giocando tra rime ed anafore, in una simmetria interessante, lasciando il lettore con il desiderio di sapere se mai si raggiungerà l'equilibrio.
Perché è questo il punto che la poesia e l'autrice desiderano avere e corrompere: L'equilibrio, che conferma giustezza di vivere, corrispondenza d'emozioni, sregolatezza e passione a sollevare la solitudine, sfrontatezza e curiosità a divorare apatia e malvivere .
Il passato che si presenta statico e poco propiziatorio non garantisce una solida continuità, non è un passaporto sicuro per il futuro, ed ecco perché è necessario trovare la propria collocazione, perché non si arrivi ad essere sbranati dal proprio intollerante e fanatico pessimismo.
Splendida.
Grazie ancora, Maryann
http://www.apostrofo.com/phpBB2/viewtopic.php?t=53913
Trova una chiave.
Trova una soluzione
- una qualunque -
Apri una porta
apri un portone
apri almeno una finestra
e cambia aria.
La mia tristezza
vestita a festa
sa di arancia candita
sa di frutta proibita
... sa di poco
se ci pensi...
Così gioco
e stringo i denti
stringo i ricordi al cuore
e lascio scorrere
le mie ore
lente o veloci - che importa -
singhiozzando filastrocche
a due voci
a tre, a quattro voci,
senza voce,
a mille luci
e ombre
e ombrelli
per ripararmi il cuore
ed i capelli
dai ricordi troppo brutti
dai ricordi troppo belli,
sempre quelli...
Apro i cancelli,
li chiudo, li accosto
mi sposto,
mi chiedo - ancora adesso -
qual è il mio posto.
oggi in ospedale parlando di età mi sono ricordata che ho 50 anni, compiuti lo scorso luglio.
per quella occasione avevo scritto questa pagina di diario:
Domani compio 50 anni…
Da piccola, quando sentivo di una persona di 50 anni la vedevo vecchia. La immaginavo sul finire della vita, con una pipa se maschio, con i ferri della calza se donna. La vedevo come una persona che dalla vita non aspettava più nulla. Nonno o nonna di innumerevoli nipotini.
Domani li compio io i miei 50 anni, i miei primi. Non fumo la pipa… non so lavorare con i ferri… e niente nipotini per mia fortuna!!
Mi sembra siano passati pochissimi giorni da quando scalpitavo per prendere la patente, o da quando piangevo per ogni gravidanza andata a male, o da quando con gioia guardai per la prima volta mio figlio Andrea uscire dal mio ventre con i suoi occhioni spalancati sul mondo. Come hanno fatto a passare così in fretta questi anni?
Come mi sento? Non lo so, ancora non ho metabolizzato. Cosa sono oggi che sto per compiere 50 anni? Neanche questo so.
Però so ciò che non sono.
Non sono una roccia che sbeffeggia i venti. Non sono una vela che naviga solitaria i mari. Non sono cuore arido. Non sono stella sul finire della sera.
Quando compii 40 anni trascorsi la giornata piangendo, con mio padre che mi prendeva in giro, dicendomi poi serio che ero bellissima mentre mi abbracciava.
Oggi mio padre non è con me…
Stamattina, svegliandomi, la prima cosa che ho fatto ancora al buio, è stato toccarmi il viso, come alla ricerca di chissà che cambiamenti. Non ho avvertito nulla di nuovo. Ho sentito sotto alle mie dita la mia pelle liscia come sempre, quasi meravigliandomi. Mi sono poi alzata, sono corsa in bagno a guardarmi allo specchio, ero sempre io, nulla di nuovo, nessun capello bianco in più, nessuna ulteriore ruga a deturparmi il viso.
Spero che non mi capiti di avere un calo improvviso stanotte!
Mi sento come sempre in effetti. La stessa voglia di vivere, di scoprire, di studiare nuove cose. Con la stessa voglia di scrivere, di raccontare e di raccontarmi. Inoltrarmi in punta di piedi in mondi nuovi, che siano essi di fiaba o di realtà.
La stessa voglia di credere nella vita, nell’amore.
Ancora combattiva di fronte alle avversità. Nessuna voglia di far si che sia la vita a prendersi gioco di me, ma io prenderla come un gioco. Non giocando però sulle cose serie… la vita stessa… l’amore… la morte.
Godere dei tramonti ed imparare a vedere e a godere delle nuove albe che la vita mi regala giorno dopo giorno. Vorrei che la mia vita fosse Paradiso.
Non perdere mai la mia voglia bambina di sognare, emozionarmi davanti ad un fiore o guardando negli occhi di chi mi ama.
Ora so che a 50 anni non sono più alla fine della vita, ma, come recita una frase del film American Beauty di Sam Mendes, domani sarà il primo giorno del resto della mia vita.
La vita ha ancora tanto da donarmi. Io stessa ho ancora tante cose da fare. Il mio romanzo è lì che aspetta di essere scritto. Mio figlio che nonostante i suoi 20 anni e la sua voglia di indipendenza ha ancora bisogno di me.
Devo ancora decidere cosa fare da grande, se mai grande diventerò…
questo piccolo pezzo di me sarà su una antologia di prossima pubblicazione
Quest'ora
che la pioggia consuma
silenziosa
sulla linea fredda
azzurra d'orizzonte
può donarmi
un anelito di pace.
E sembrano diversi
i rami spogli
tesi verso il cielo
nudi rifugi
nell'aria pulita.
Il vento stesso
padrone delle cime
non bufera
non più urlo spaventoso
eleva un canto
e m'accompagna
guida
per le strade sconosciute
della mente.
E capisco
che posso recuperare
la vita
come si coglie
una primula precoce
in un largo di sole
medaglia inconsapevole
sull'edera.
http://www.apostrofo.com/phpBB2/viewtopic.php?t=39648&highlight=
Il volo di un
gabbiano
non fa ombra sul
mare
se un tappeto di
nubi
benda gli occhi al
sole.
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