oggi in ospedale parlando di età mi sono ricordata che ho 50 anni, compiuti lo scorso luglio.
per quella occasione avevo scritto questa pagina di diario:
Domani compio 50 anni…
Da piccola, quando sentivo di una persona di 50 anni la vedevo vecchia. La immaginavo sul finire della vita, con una pipa se maschio, con i ferri della calza se donna. La vedevo come una persona che dalla vita non aspettava più nulla. Nonno o nonna di innumerevoli nipotini.
Domani li compio io i miei 50 anni, i miei primi. Non fumo la pipa… non so lavorare con i ferri… e niente nipotini per mia fortuna!!
Mi sembra siano passati pochissimi giorni da quando scalpitavo per prendere la patente, o da quando piangevo per ogni gravidanza andata a male, o da quando con gioia guardai per la prima volta mio figlio Andrea uscire dal mio ventre con i suoi occhioni spalancati sul mondo. Come hanno fatto a passare così in fretta questi anni?
Come mi sento? Non lo so, ancora non ho metabolizzato. Cosa sono oggi che sto per compiere 50 anni? Neanche questo so.
Però so ciò che non sono.
Non sono una roccia che sbeffeggia i venti. Non sono una vela che naviga solitaria i mari. Non sono cuore arido. Non sono stella sul finire della sera.
Quando compii 40 anni trascorsi la giornata piangendo, con mio padre che mi prendeva in giro, dicendomi poi serio che ero bellissima mentre mi abbracciava.
Oggi mio padre non è con me…
Stamattina, svegliandomi, la prima cosa che ho fatto ancora al buio, è stato toccarmi il viso, come alla ricerca di chissà che cambiamenti. Non ho avvertito nulla di nuovo. Ho sentito sotto alle mie dita la mia pelle liscia come sempre, quasi meravigliandomi. Mi sono poi alzata, sono corsa in bagno a guardarmi allo specchio, ero sempre io, nulla di nuovo, nessun capello bianco in più, nessuna ulteriore ruga a deturparmi il viso.
Spero che non mi capiti di avere un calo improvviso stanotte!
Mi sento come sempre in effetti. La stessa voglia di vivere, di scoprire, di studiare nuove cose. Con la stessa voglia di scrivere, di raccontare e di raccontarmi. Inoltrarmi in punta di piedi in mondi nuovi, che siano essi di fiaba o di realtà.
La stessa voglia di credere nella vita, nell’amore.
Ancora combattiva di fronte alle avversità. Nessuna voglia di far si che sia la vita a prendersi gioco di me, ma io prenderla come un gioco. Non giocando però sulle cose serie… la vita stessa… l’amore… la morte.
Godere dei tramonti ed imparare a vedere e a godere delle nuove albe che la vita mi regala giorno dopo giorno. Vorrei che la mia vita fosse Paradiso.
Non perdere mai la mia voglia bambina di sognare, emozionarmi davanti ad un fiore o guardando negli occhi di chi mi ama.
Ora so che a 50 anni non sono più alla fine della vita, ma, come recita una frase del film American Beauty di Sam Mendes, domani sarà il primo giorno del resto della mia vita.
La vita ha ancora tanto da donarmi. Io stessa ho ancora tante cose da fare. Il mio romanzo è lì che aspetta di essere scritto. Mio figlio che nonostante i suoi 20 anni e la sua voglia di indipendenza ha ancora bisogno di me.
Devo ancora decidere cosa fare da grande, se mai grande diventerò…

