mareblucobalto_ed_io
un vagabondare senza meta fra parole e pensieri
sabato, 26 gennaio 2008
Ancora adesso

Il mestiere di noi 'scribacchini' non è sempre facile, a volte, il più delle volte, buttiamo giù le cose che sentiamo, ma non sempre, quasi mai, ne siamo soddisfatti.

Poi ti arriva una analisi di una propria poesia, da parte di una persona amante della poesia, che nel tuo testo è riuscita ad andare oltre le parole scritte ed allora ti riconcilii con le tue stesse parole. Le parole all'improvviso smettono di litigare fra di loro e finalmente le vedi e sai che quello che hai scritto era proprio così che andava scritto.

Grazie a Rossana Carturan

Analisi
Potrebbe essere una canzone, una nenia di altri tempi. Inclinata e seducente.
Una lirica dall'accento deliziosamente capriccioso; righe che danzano sull' ansia altalenante della vita. Un'introspezione a fare i conti con le innumerevoli sfumature, un girotondo dove la vertigine dell'affanno non trova il suo ordine lasciando aperta forse la speranza, forse l' incertezza.
Bella e dolente, la poesia, in un ricamo perfetto, si inserisce nel tessuto dell'inquieto vivere affinando con plasticità paure e dubbi.
L'autrice, nel verso stretto, abbraccia il vortice smanioso dell' impazienza, giocando tra rime ed anafore, in una simmetria interessante, lasciando il lettore con il desiderio di sapere se mai si raggiungerà l'equilibrio.
Perché è questo il punto che la poesia e l'autrice desiderano avere e corrompere: L'equilibrio, che conferma giustezza di vivere, corrispondenza d'emozioni, sregolatezza e passione a sollevare la solitudine, sfrontatezza e curiosità a divorare apatia e malvivere .
Il passato che si presenta statico e poco propiziatorio non garantisce una solida continuità, non è un passaporto sicuro per il futuro, ed ecco perché è necessario trovare la propria collocazione, perché non si arrivi ad essere sbranati dal proprio intollerante e fanatico pessimismo.

Splendida.
Grazie ancora, Maryann

http://www.apostrofo.com/phpBB2/viewtopic.php?t=53913

Trova una chiave.

Trova una soluzione

- una qualunque -

Apri una porta

apri un portone

apri almeno una finestra

e cambia aria.

La mia tristezza

vestita a festa

sa di arancia candita

sa di frutta proibita

... sa di poco

se ci pensi...

Così gioco

e stringo i denti

stringo i ricordi al cuore

e lascio scorrere

le mie ore

lente o veloci - che importa -

singhiozzando filastrocche

a due voci

a tre, a quattro voci,

senza voce,

a mille luci

e ombre

e ombrelli

per ripararmi il cuore

ed i capelli

dai ricordi troppo brutti

dai ricordi troppo belli,

sempre quelli...

Apro i cancelli,

li chiudo, li accosto

mi sposto,

mi chiedo - ancora adesso -

qual è il mio posto.

Scritto da: 2tonidiblu57 alle ore 16:12 | link | commenti (11) | categoria: poesia

Commenti
#1   27 Gennaio 2008 - 19:53
 
Passo e ti lascio un abbraccio anch'io. Sono un pò avara di parole ultimamente. Scrivimi in pvt, se ne hai voglia. Bellissima la poesia, davvero.
utente anonimo

#2   28 Gennaio 2008 - 12:59
 
Come al solito i tuoi scritti sono meravigliosi!
mi è stato chiesto di affidare dei premi virtuali a delle persone i cui blog conferissero gioia e facessero sentire bene......quando passo a leggerti per me è sempre una gra gioia quindi se ti fa piacere passa a ritirare il premio che se vorrai potrai passare ad altri, ti aspetto su lacucinadianicestellato.blogspot.com ops sono Elonora
utente anonimo

#3   29 Gennaio 2008 - 08:01
 
Trovare un posto al mondo è impresa non da poco, di questi tempi. Ma è bello sapersi vivere.
Ti abbraccio.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente keypaxx

#4   31 Gennaio 2008 - 17:01
 
Stupendo blog,parole e pensieri magici...
;D Mirtilla
utente anonimo

#5   01 Febbraio 2008 - 20:29
 
Maryann, come stai? È un po' che non ci si sente...

micioweekend

Un abbraccio forte
Mauro
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente MauroPiadi

#6   01 Febbraio 2008 - 21:21
 
E' sempre bello trovare chi ci capisca. Sentire di che le nostre parole sono state ascoltate veramente.
Cosa aggiungere a quanto è già stato detto?
Torvare una chiave che apra il cancello del "nostro" posto, che ci faccia entrare nel "nostro regno"
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Menzinger

#7   02 Febbraio 2008 - 18:37
 
E' bello trovare chi sa leggere tra le righe ed è il giusto riconoscimento a chi scrive con il cuore.
La poesia è una cosa talmente personale che ogni persona ritrova in essa la sua storia.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente dark44

#8   03 Febbraio 2008 - 19:55
 
ma perché non lo sapevi che scrivi cosa splendide?

è un pezzo che te lo dico!
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente mianonnaincarriola

#9   04 Febbraio 2008 - 22:01
 
ti mando il mio solito abbraccio :)

ps: ormai trovo coffee mate ovunque... stasera l'ho trovato sotto casa... 450 gr a 4,50 euro ;)
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#10   05 Febbraio 2008 - 07:42
 
Comunque è verissimo; raramente mi sento soddisfatto di quanto scrivo. Sono poi gli altri, meritatamente o immeritatamente, a esaltarlo..
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#11   11 Febbraio 2008 - 01:34
 
maryann.... questa poesia rispecchia quello che sento in questo momento... sembra scritta proprio per i giorni che sto passando.
è meravigliosa come te complimenti un abbraccio tatamary
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente tatamary

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Io sono l’anguria spaccata che illividisce, il tamburo a sonagli pulsato dalla mano invisibile del Tempo, la follia errante dei si e dei no, la carne e il pensiero, la dimenticanza e il ricordo, la terra e l’etere. Io sono lo stanco sospiro del dio smarritosi nell’intrico della natura, barlume onirico, a volte realistica tela di vita. Io sono lo spirito verde della natura, il dubbio dell’essenza, il mesto attimo della comprensione umana. Io sono il vento vuoto e ricco, il grido del bambino nel primo mattino, l’uccello sempre in volo e sempre attaccato alla terra. Io sono il blu ubriaco di calore estivo, che ha perso ogni speranza di diventar rosso, il verme che nuota nell’atonìa melmosa di questo mondo che vive e muore. Io sono solamente una donna.

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