La Malinconia,
questa dama dal volto
intensamente bello e triste
(oh, quanta sfumata mestizia
nei suoi occhi cerulei)
eccola riapparire e circondarmi
di fascinoso languore;
le sue braccia
grondanti tenui melodie giallo-arancio
cullano sogni e ricordi
in azzurre dimensioni silenziose
e lontane.
E non mi accorgo di essere
una acrobata
che cammina bendata
sul filo teso
senza protezione di rete.

